Noialtri lo spettacolo ce l’hanno risparmiato, ma le grandi metropoli dello Stivale sono da ieri il palcoscenico di uno nuovo show mediatico: i soldati in mimetica a far ordine pubblico. Ieri le discariche campane, seconda puntata oggi la Madunnina. La stampa rinuncia a usare l’intelletto e si limita a riportare le esternazioni preconfezionate e fatalmente prevedibili dei politici, strettamente uno per partito, in fila per numero di voti (appunto superfluo – la stampa non fa altro da anni). Il resto del pianeta guarda, scrolla le spalle e capisce: situazione disperata ma non seria. Niente di nuovo – è da tempo che li abbiamo abituati così.
Per fare due conti: carabinieri nel Bel Paese 110 mila circa, poliziotti 100 mila, finanzieri 67 mila. Militari nelle strade: 3 mila. Ragionevole attendersi che ribaltino la situazione colla sola presenza marziale, basta che in cambio degli attrezzi del mestiere gli sia data la bacchetta magica.
Il sottoscritto, nella sua ingenuità, avrebbe visto meglio il loro impiego in ambienti più vicini a quelli che incontrano durante l’addestramento e le missioni all’estero (gli stadi alla domenica, intendo). Oppure laddove c’è veramente un problema che, seppur annoso, è da emergenza vera: i tribunali. Più o meno i più lenti d’Europa, stracondannati da Bruxelles, carenti di personale dai tempi della brillantina Linetti. Quale migliore occasione per dare sfoggio di decisionismo? Non con i lanciafiamme, intendo dire: mettendo tremila nuovi archivisti, stenografi, messi e segretari, fino a prova contraria tutti capaci e volenterosi, a disincagliare un servizio essenziale dello Stato (toh, è la prima volta in vita mia che scrivo Stato colla maiuscola – starò invecchiando). E non ditemi che uno stenografo non s’improvvisa dalla mattina alla sera: neanche un poliziotto, se è per quello.
Deluso dalla stampa mi sono rivolto alla Rete in cerca di commenti più plausibili di quelli dei professionisti della politica. Il blog di Bruce Schneier è tutto dedicato alle problematiche della sicurezza non solo informatico-tecnologica; l’autore è uno dei mostri sacri della crittografia ed ha il dente avvelenato nei confronti del “security theatre” e dei venditori di fumo in materia. Sia lui che i commentatori di passaggio ci sono andati pesantini:
“We must do something. This is something. Therefore, we must do it. ”
“Berlusconi is a consummate political imagineer — he’s essentially his own Karl Rove.”
“Italians are great: they are kind enough to elect Berlusconi time and again purely for our entertainment pleasure. ”
Nulla di nuovo sotto il sole…


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