4 agosto 2008

1915: vede la luce il primo hovercraft – a Pola!

Del Ressel e dell’elica si sapeva, di Whitehead e del siluro pure, ma questa del primo hovercraft è una sorpresa.

Traduco e in parte riassumo da Wikipedia:
“Il primo hovercraft pienamente funzionale, a pareti rigide, fu progettato dall’austriaco Dagobert Müller von Thomamühl e costruito nell’Arsenale della Marina imperiale austro-ungarica di Pola. Il Versuchsgleitboot – System Thomamühl venne varato il 2 settembre 1915 e misurava 13 metri in lunghezza e 4 metri in larghezza con un dislocamenti pari a circa 6,5 tonnellate, un equipaggio di 5 persone ed una velocità massima oltre i 32 nodi. Nel 1916 venne sottoposto a collaudi come motosilurante veloce con un armamento di due siluri, una mitragliatrice Schwarzlose e varie cariche di profondità da 13 libbre (6 kg) ad uso antisommergibile. Era munito di due propulsori ad elica, ognuno servito da due motori di aereo a sei cilindri da 120 CV (89 kW), con un quinto motore a quattro cilindri da 65CV (48 kW) usato per comprimere l’aria calda sotto la chiglia e creare l’effetto “cuscino d’aria”. Dopo una serie completa di prove in mare il natante fu infine abbandonato nel 1917 ed i motori restituiti al servizio aereo navale; nessun altra sperimentazione o ricerca sugli hovercraft fu intrapresa dalla Marina imperiale austro-ungarica fino alla capitolazione finale.”

Qualche immagine è rimasta del ‘coso’: su un sito di modellistica (in tedesco) e su un sito dedicato alla Marina della defonta (in inglese).

Ma vara tì…

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2 commenti a 1915: vede la luce il primo hovercraft – a Pola!

  1. ah. Sai interesante, grazie.

  2. Giovanni Costa

    Pe questo la VIRIBUS UNITIS e la SZENT ISTVAN furono le prime corazzate al mondo ad avere i cannoni disposti in torri trinate.
    Ricordo inoltre che a Vienna esiste ed opera ancora oggi una vasca per esperienze d’architettura navale costruita al tempo dell’Austria-Ungheria. Anni fa il governo voleva chiuderla, ritenedola ormai anacronistica, ma il direttore presentò il bilancio, dimostrando che esso era in attivo e, così, la vasca continuò e continua la sua attività.

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