12 Luglio 2008

Rupel a Trieste

Terminato il semestre sloveno al timone dell’UE e passato a Parigi il fardello, un sacco di gente sembra aver trovato all’improvviso il tempo di rilassarsi ed auto congratularsi (meritatamente, dicono). Dopo l’intervista sul Primorski dnevnik di domenica scorsa a Bojan Brezigar, ex-direttore della testata e portavoce di Dimitrij Rupel durante il semestre, è il turno dello stesso ministro degli esteri sloveno che ha fatto ieri una puntata a Trieste per raccontare l’esperienza in una conferenza al Narodni dom di via Filzi organizzata da SKGZ e SLOVIK e condotta dall’attuale direttore del Primorski dnevnik Dušan Udovi?. Poche le dichiarazioni degne di menzione – più che altro ha parlato bene di tutti i suoi collaboratori, altrettanto bene di tutti i suoi colleghi ministri degli esteri (specialmente quelli italiani, di cui ha ripetutamente elogiato l’aiuto prestato), per ricapitolare infine le posizioni slovene riguardo ai bisticci colla Croazia.

Uniche note di un qualche interesse per un pubblico locale quelle relative alla tanto vagheggiata quanto evanescente Euroregione: in breve ha detto che in Slovenia persistono obiezioni di principio all’idea dovute principalmente “al governatore di un Länder di uno stato vicino che ha poca simpatia per la lingua slovena” (chiaro riferimento alla situazione della minoranza slovena in Carinzia); che agli inizi la Slovenia aveva proposto di entrare tutta in una volta come un unica regione – il che, ha affermato, avrebbe reso naturale la scelta di una località in Slovenia come sede del tutto; che tutta ‘sta storia dell’Euroregione non è per la Slovenia dopotutto una gran priorità (cosa deducibile anche dalla pagina dedicata alle politiche regionali del suo ministero, che elenca bolle di sapone come l’Iniziativa Adriatico-Ionica e la Collaborazione danubiana, ma nisba di Euroregione).

Ben più interessato è sembrato riguardo agli sviluppi, previsti per settembre o giù di lì, di un idea di cui ha rivendicato la paternità: quella di un tavolo di confronto tra Italia e Slovenia sulle problematiche bilaterali colla partecipazione di tutti i ministri in qualche modo coinvolti o interessati da ambo le parti. L’iniziativa era stata altresì già accolta dal governo Prodi e la data originaria era stata concordata – proprio per il giorno della caduta di detto governo, colle ovvie conseguenze. Vedremo.

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5 commenti a Rupel a Trieste

  1. Avatar alessandro

    (http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/9694/1/50/)

    …La creazione del Kosovo indipendente è un progetto comune, dove l’America ci mette le basi militari, l’Europa invece i soldi, l’ordine e l’amministrazione.
    La presidenza slovena, che ora ospita il vertice, si è mossa su questo terreno seguendo le indicazioni di Washington. Il pasticciaccio insorto all’inizio del semestre di presidenza con la pubblicazione dei verbali “segreti” in cui alla diplomazia di Lubiana, presidente di turno UE, venivano impartiti “consigli” su come raggirare la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza e la Russia recalcitrante, è dimenticato. La zelante e sdoganata Slovenia ottiene l’imprimatur di Washington; la “nuova Europa” ha lavorato bene…

    autocongratularsi meritatamente? mah, non si fraintenda…credo che ciò che è successo con la slovenia succeda un po’ con tutti i semestri europei di quasi tutti i paesi europei (soprattutto ex-comunisti) ma farsi beccare…

  2. Avatar niko

    Si e’ fatta beccare perche’ all’interno dell’aparato statale ci sono ancora molti jugo-nostalgici (messi la da 50 anni di comunismo) e che operano all’unisono con i serviti segreti deviati serbi (il dossier infatti e’ stato pubbilcato insieme in Slovenia sul giornale radicale Dnevnik e sul giornale radicale serbo).

  3. enrico maria milic enrico maria milic

    dnevnik è radicale?

  4. Avatar denis

    Più che radicale è a senso unico…diciamo pure estremista

  5. Avatar niko

    alessandro, sono andato a guardare il sito che ai citato.
    Non e di parte, di parte e uno come Fede in Italia.
    Il sito non e’ di parte ma politico nel senso che la magioranza degli autori sono politicamente schierati e scrivono sempre le stese cose in maniera che combacia perfetamente con certi partiti presenti nei Balcani.
    pertanto fidarsi di quello che scrive un sito cosi’ politico non e’ sempre indice di “obietivita’”.
    Saluti

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