E così abbiamo perso (anche) il Friuli Venezia Giulia. Io – che soprattutto nei momenti peggiori trovo nei giochi di parola il di-vertimento e un senso, parto dunque dal nostro vento di est-nord-est per cercare di aprire il dibattito, spero il più serio e fecondo possibile, sul perchè, il percome, il cosac’èdafare, il conchifarlo…
E’ davvero troppo presto per capire come la Giunta Tondo ed il Consiglio Regionale interpreteranno il magnifico risultato ottenuto. Per mia incompetenza non so di flussi elettorali e politica politicante; per mia formazione tendo a separare le cose dette in campagna elettorale da quelle che poi, una volta responsabilizzati dall’onere di governare, si fanno. Così si vedrà se tutto quanto ha fatto la Giunta Illy sarà buttato via, se passerà la tentazione di differenziarsi o piuttosto quella di dare una verniciata di destra popolare e basta.
E si vedrà se i vinti sapranno interpretare la sconfitta, se si ricorderanno o no – ad esempio – del fatto a tutti ben noto che – non ci fosse stata la presenza di Illy – nè Comune di Trieste nè Regione sarebbero mai state di centro-sinistra. Per quanto riguarda bora.la , la questione delle politiche di apertura-innovazione-merito non è indifferente. Ecco perchè sollecito tutti ad essere generosi, riflessivi e audaci nel condividere – qui e nei futuri nostri articoli – commenti, ragionamenti e proposte.
Da parte mia segnalo questo lungo e stimolante post (pubblicato sul NING del Circolo on Line “PD -Obama” ) scritto dal pordenonese Alessandro Tavano. Condivido la sua analisi – soprattutto sui meriti stra-ordinari di Riccardo Illy – e una parte delle proposte. Da parte mia penso che o il PD saprà mantenere barra dritta su riformismo e diritti/doveri e rinnovare invece nel profondo volti e modi del personale politico, o questa battuta d’arresto sarà l’anticamera della completa perdita di rappresentanza nei confronti di chi, simboli politici a parte, hanno a cuore (e a cervello und viscere… ) la convivenza civile, la modernità ben temperata e lo sviluppo sostenibile.
Se non lo saprà fare bisognerà, per chi vive la propria appartenenza e partecipazione come un dovere civile, entrare bussando ( ma senza cappello in mano ) in quelle comunità che – aspetti folcloristici esclusi – hanno dimostrato di saperle ascoltare, comprendere, ben interpretare e (di conseguenza) vincere (anche) in Friuli – Venezia Giulia. Così, mentre su Trieste è tempesta di parole mit gocce di pioggia, vado in cima al Molo Audace, a riguardare sulla Rosa dei Venti dove è il Nord…


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