21 Giugno 2007

E’ nata l’Euroregione (manca la Slovenia, ma arriverà)

Avviare quanto prima il processo per la costituzione di un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (Gect) come strumento per la nascita dell’Euroregione nell’area Alpe Adria: è questo l’impegno al centro del protocollo d’intesa siglato oggi a Villa Manin di Passariano a Codroipo (Udine) fra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Carinzia (Austria), Istria e Litoraneo Montana (Croazia).Il progetto vede coinvolta anche la Slovenia, che però era assente all’incontro di oggi. A firmare il documento sono stati il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, l’assessore regionale alle politiche istituzionali del Veneto, Fabio Gava (in sostituzione del presidente Galan, assente per “gravi motivi familiari”), dal presidente del Land Carinzia, Joerg Haider, dal presidente dell’Istria, Ivan Jakovcic e dal vicepresidente della contea Litoraneo Montana, Luka Denona. A spiegare l’assenza della Slovenia è stato lo stesso Illy che ha avuto stamani un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri della vicina Repubblica, Dimitri Rupel.

“Abbiamo ricevuto anche una lettera del ministro per le Regioni Zagar che – ha spiegato Illy – chiedeva di rinviare la firma dell’accordo a luglio. Noi abbiamo invece ritenuto opportuno firmare oggi il protocollo d’intesa attendendo poi 30 giorni per la firma della Slovenia che, auspico, arrivi entro luglio”. La Slovenia vorrebbe inoltre allargare il Gect alla Stiria austriaca e alle vicine regioni ungheresi, mentre i firmatari dell’intesa di oggi ritengono che sia più opportuno delimitare l’Euroreregione a un’area più omogenea e con molti progetti di cooperazione già attivi e consolidati.

Attraverso il regolamento comunitario che istituisce i Gect – che deve essere ancora reso esecutivo nella legislazione italiana – le Regioni potranno costituire un vero ente transfrontaliero con personalità giuridica attraverso il quale saranno rafforzate le forme di collaborazione che saranno definite in quello che sarà successivamente lo Statuto dell’Euroregione. In attesa che gli Stati adottino le norme attuative necessarie per l’applicazione dei Gect, le Regioni hanno deciso oggi di costituire, intanto, un gruppo di lavoro per finalizzare la convenzione istituitiva e lo Statuto, di cui “c’é già – ha detto Illy – una bozza di massima come elemento di discussione”. Attendendo l’ok della Slovenia, l’obiettivo è quello di insediare il gruppo di lavoro negli ultimi dieci giorni di luglio per arrivare alla costituzione vera e propria dell’Euroregione entro la fine dell’anno in due fasi: prima con i soggetti già membri dell’Ue e successivamente con le due contee croate.
Soddisfatti del cammino intrapreso oggi per la costituzione del Gect anche gli altri rappresentanti delle Regioni coinvolte, che hanno tutti ricordato i progetti di cooperazione da lungo tempo consolidati nell’area. Secondo il vicepresidente della contea Litoraneo Montana, Luka Denona, si tratta di un “progetto sperimentale che ha e deve avere successo”, mentre il presidente dell’Istria, Ivan Jakovcic, ha sottolineato il diverso assetto giuridico che hanno l’Euroregione nell’area Alpe Adria e quella Adriatica, che è invece un’associazione. Anche il governatore carinziano Joerg Haider ha illustrato la posizione dei firmatari del protocollo contraria a un ulteriore allargamento dell’area dell’Euroregione, come invece vorrebbe la Slovenia. “Non bisogna fare – ha detto – gli errori che sono stati fatti con la Comunità di lavoro Alpe Adria che – secondo il presidente austriaco – ha avuto la sua funzione ma ora il cerchio è troppo largo”. Sull’argomento Illy ha spiegato che con “la Stiria e le regioni ungheresi non ci sono quotidiane attività di collaborazione e un ulteriore allargamento aumenterebbe il livello di complessità del progetto”. Illy ha inoltre sottolineato che “il legante nell’Euroregione è la presenza su base simmetrica e reciproca delle minoranze linguistiche”. Quanto alla Slovenia, il presidente del Friuli Venezia Giulia ha precisato che entro un mese potrà firmare il protocollo d’Intesa ed “essere uno dei fondatori del gruppo europeo altrimenti il gruppo verrà costituito e senz’altro potrà aderire, come le due contee croate, in un secondo momento. Le porte – ha concluso – rimangono sempre aperte”. (ANSA)

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14 commenti a E’ nata l’Euroregione (manca la Slovenia, ma arriverà)

  1. Avatar cenerentola82 (Cris C.)

    Non mi dispiacerebbe un’allargamento dell’euroregione, in tempi e modi opportuni, almeno alla Stiria (visto anche che Graz è gemmellata con Trieste) se non ad alcune zone dell’Ungheria.

  2. mi piacerebbe conoscere le ragioni vere del rinvio chiesto dalla slovenia. solo quelle addotte? altre più di politica et economia interne?

    c’è chi mi sa dire di più?

    comunque, io, per quel che vale, amo la stiria e della carinzia apprezzo più la natura che la cultura…

  3. Avatar Bene LUX

    Ma se la EU non sa nemmeno dove finiscono i confini della Slovenia con la Croazia come si fa allora a trasportare altri confini avanti…?Evviva il Principe del Monte Nevoso! Volemo anche Zara?Dubrovnik?Malta?Savoia?Corsica fatal?Dodecanneso?Rodi?Libia?Abissinia?Nordtirol?Una pizza a Nizza?Mejo fermarse e restar a caxa sua…

  4. Io non credo che la Stiria ed alcune regioni dell’ Ungheria siano le vere ragioni del rifiuto. Queste potrebbero essere:

    1. La mancanza di un consenso su Lubiana capitale

    2. Le beghe sul confine SLO-HR nel Golfo di Pirano

    3. Haider e la sua stupida campagna sui cartelli bilingui

    In quanto a Stiria e Graz: si tratta di zone che storicamente hanno molto più a che fare con TS che la Carinzia. Basti pensare che TS era parte di “Innenösterreich”, con capitale Graz, e che la maggioranza degli Austriaci residenti a TS sono di Graz (discendenti delle mogli stiriane di studenti triestini).
    Il problema è piuttosto politico: si pensi che a Graz il Partito Comunista Austriaco ha circa 10 seggi in Consiglio Comunale e gode di ottima fama per integrità. Inoltre il gemellaggio TS-G è sostenuto dal Forum Italia-Austria, finanziato da entrambi i governi, che esclude per partito preso persone di madrelingua tedesca a TS e italiana a G. La SLO ha tutto l’ interesse a seguire gli orientamenti di un gruppo che, per la sua stessa composizione, non può avere rivendicazioni territoriali (ed è in contrapposizione alla BZOE carinziana di Haider, che magari le avrebbe).
    In quanto all’ Ungheria, la cosa mi sembra pericolosissima: a suo tempo anche Illy aveva spinto per l’ ammissione di Zala e Somogy, la prima, patria dei suoi antenati. Poi si rese conto lui stesso che l’ Ungheria non aveva un impianto federale (come anche la SLO tuttora non è divisa in Regioni: Sottocomune (p. es. Komen)==> Comune (p. es. Sezana) ==> Stato), quindi mai più il Parlamento nazionale avrebbe lasciato libero un Voivodato di aderire ad una compagine di ispirazione sovranazionale. La SLO si è vista nelle stesse condizioni (nessuna regionalizzazione) e quindi ha cercato un casus analogo per far prendere una decisione, a cui a tempo debito si sarebbe accodata.

    Detto questo, mi sembra che la SLO (governata da una destra abbastanza nazionalista) stia facendo questa manovra per imporre le proprie mire agli altri, e, soprattutto, affinchè Drnovtschek possa usare l’ argomento dell’ Euroregione per spingere una regionalizzazione osteggiata da molti (nessuno sa con certezza quale sarebbe il confine tra Notranjsko e provincia di Lubiana, e questo è il “casus belli” in politica interna).

    Sono confidente che, una volta definita quella questione, la SLO si aggregherà all’ Euroregione. In caso contrario, l’ autorità storica ed economica (sinergia tra i porti di TS e KP) sarà ad altissimo rischio.

  5. grazie, jf. molto chiaro, verificabile, ragionevole.

  6. La politica estera slovena dei ultimi anni no me piasi per niente, l’impresion xe che i gabi le “spale coverte”, no savessi da chi, per poder alzar la vose e far esclusivamente i propri interesi.

    La soluzion miglior saria sta benedeta creazion dele regioni, cussì che la parte “est” vignisi esclusa da sta Euroregion. Almeno per un primo momento.

  7. Avatar Bene LUX

    ARLON,la ga ragion che la politica estera slovena non le piaxe per niente.Ma neanche a mi.E quella “interna”?Una famiglia de Romi ga compra un terreno e ga costrui una casa in Slovenia.Poi gli abitanti de sto region i protestava e sta povera famiglia STROJAN xe stada buttada fori dalla polizia e i ga messo in un campo profughi.Xe questo una politica che ga imparado in Europa?Dove xe le organizzazio-
    ni per la protezion dei diritti umani?Ma semo tutti orbi?

  8. link, please. Altrimenti, no se capissi sai.

  9. ne gaveva scritto poljanka:
    http://bora.la/2006/11/01/i-rom-deportati-di-ambrus/

    grazie a julius per el bel commento.

    se dovessi sceglier, mi me va benissimo LUBIANA capitale.
    xè l’unica scelta ragionevole, tra l’altro: xè la capitale de uno stato, xè centrale, xè una zona in crescita economica, vivace culturalmente. tute robe che a trieste, per dirla chiaramente, ne manca.

  10. No son minimamente d’acordo, me spiasi.
    Anche perchè no me podè dir che LJ rapresenteria equalmente (culturalmente) Pola e Verona. L’unica cità che podesi farlo savemo quale che saria.
    Badè, no lo digo per campanilismo (anche perchè no penso che la mia opinion sposti niente), ma per logica. Concetualmente anche GO andassi ben, ma forsi xe un pochetin proprio picia.
    Se TS no aprofita deso de sta ocasion per riciorse indrio un poca de rapresentanza del area.. quando mai più?

  11. Avatar cenerentola82 (Cris C.)

    Se la capitale non è Trieste, le mie preferenze vanno nell’ordine a Klagenfurt e Gorizia.

  12. Se, come abiamo letto, la capitale influenza l’ ordinamento giuridico dell’ Euroregione, allora mi sembra che l’ alternativa di Klagenfurt sarebbe di gran lunga la migliore. Lo svantaggio è la sua posizione periferica.
    Trieste ovviamente avrebbe tutte le caratteristiche (beh, purtroppo l’ ordinamento giuridico è quello che è, post-1918), ma occorrerebbe vigilare su qualche problema che verrebbe da una certa classe dirigente locale, tipo consulenze agli amici, chiusura alla “zente nova”, camaleontismo politico. Purtroppo la gente della capitale influenza la politica di tutto un agglomerato, chiedete pure agli Svizzeri cosa pensano dei Bernesi… (o agli Udinesi cosa pensano dei Triestini ;-))
    Lubiana personalmente non mi starebbe tanto male, ma dietro alla richiesta slovena mi sembra di intravvedere la volontà di fare dell’ Euroregione una “Velika Slovenija”, che penso non sarebbe molto popolare a Trieste, Venezia, Verona, Klagenfurt (ve lo vedete Haider che va a LJ a rendere conto del suo operato nella capitale e lì vede una marea di cartelli sloveni monolingui? Vale anche per Menia).
    Venezia è decisamente troppo piccola, affollata, cara per adempiere alla funzione. Padova potrebbe essere un’ alternativa valida, grande, discretamente centrale e senza bisogno dell’ Euroburocrazia per sopravvivere. Però sospetto che italianizzerebbe troppo la costruzione.
    In fondo, ancora meglio Gorizia. Il fatto che sia piccola non è poi grave, anche Canberra, Ottawa e Pretoria lo sono.
    Improponibili sono città croate, se non altro per la loro posizione ancora per anni “extracomunitaria”

  13. beh, l’altra possibilità è una città in istria dove la minoranza italiana non è così esigua…
    visto che abbiamo eliminato la croazia (dove tra l’altro i diritti della minoranza non sono così ben tutelati, secondo me), mi pare resti solo capodistria / koper.

  14. Avatar Marco

    Non male l’idea di Koper/Capodistria, e’ una citta’ universitaria, piccola, ma con un gran movimento.

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