14 Giugno 2007

Riforma costituzionale in Austria

La grosse Koalition austriaca si trova davanti al primo compito da risolvere autonomamente, dopo essersi impaludata nella pesante eredità del caso Eurofighter, il cui inizio risale a 4 anni fa.

Nella prima tranche della riforma si tratta di un’ aumento dei poteri del cittadino verso la giustizia, in senso più lato verso il potere legislativo. In futuro non sarà più necessario attendere che un tribunale di primo grado conceda la revisione di una sentenza alla Corte Costituzionale (Verfassungsgerichtshof), ma, se il primo tribunale non procederà alla richiesta di revisione, il cittadino si potrà rivolgere direttamente a tale Corte.

Per alleggerire il carico di lavoro dei tribunali ordinari saranno istituiti dieci tribunali amministrativi regionali, che saranno responsabili soprattutto di cause riguardanti l’ edilizia, ed un tribunale amministrativo federale di primo grado, a cui saranno sottoposti tra l’ altro i casi di richiesta di asilo. Tali riforme sono ormai concordate tra i gruppi parlamentari.

E’ invece più che incerto se la riforma darà ai cittadini il diritto di esigere legalmente dai singoli politici il rispetto delle promesse elettorali, come incautamente anticipato dal “Kurier” (di area SPOE).

La seconda tranche della riforma, che riguarderà i diritti fondamentali dei cittadini e la nuova regolamentazione delle competenze tra Stato e Regioni sarà discussa in ottobre, così da lasciare ampio tempo alle negoziazoni.

E’ da notare che sia in Austria che in Germania, Paesi di lunga tradizione federalista, c’è un diffuso malessere dovuto all’ attribuzione delle competenze. In Austria si sta imboccando una via che porta a più democrazia diretta, mentre la Germania sta minando, a mio modo di vedere irrazionalmente, l’ autonomia dei Länder, probabilmente in seguito alla spinta dei Länder orientali verso una maggiore “solidarietà”, intesa come l’ esatto contrario del concetto che una volta Bossi definì con “Paga Padano!”. Parafrasando, i Länder dell’ ex-DDR vorrebbero rinforzare un principio di “Paga, Renano!”, che sta portando ad una certa, diciamo, “diffidenza” dell’ Ovest verso queste forme percepite come assistenzialismo. Però, chi si arrogò il diritto all’ inizio degli anni ’90 di svendere la DDR agli speculatori e di mettere su una strada i “nuovi cittadini”, colpevoli di aver appreso tecniche di produzione e amministrazione “diverse” da quelle in uso all’ Ovest?

Un commento a Riforma costituzionale in Austria

  1. “E’ invece più che incerto se la riforma darà ai cittadini il diritto di esigere legalmente dai singoli politici il rispetto delle promesse elettorali, come incautamente anticipato dal “Kurier” (di area SPOE).”

    questo saria democrazia. Quela vera.

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